L'Europa ai mona

abr:

Mi ha colpito una frase di quel padovano che iniziò la diatriba anti crocifisso ricorrendo alla Corte dei Diritti Europea: “Mi sento oppresso, offeso nella mia libertà, essendo circondato da tutte quelle Chiese”.

Ora, io mi sento oppresso piuttosto da quei falansteri popolari, da quelle villette disegnate da geometri sul rialzo coi nani in giardino e il cane isterico che abbaia quando passi; dai centri commerciali, dai manifesti, luci al neon e anche da qualche squallida Chiesa moderna. Sentirsi “offesi e oppressi” dall’eredità di bellezza, saggezza e ingegno rappresentati da gran parte delle Chiese? Lasciamo pur stare le radici: qualsiasi amante del bello e della storia pur non Credente dice, a uno così rinchiudetelo.

Tra l’altro non si capisce come fa a vederle tutte ‘ste Chiese: in città stanno  sommerse dietro i palazzoni! E pensare che la Rinascita post Secoli Bui del Medioevo fu contrassegnata proprio dal “fiorire di campanili”…  Un derelitto ignorante come costui - dal punto di vista estetico badate bene, non confessionale - bisognerebbe consegnarlo a Sgarbi, che gli urli furioso ogni giorno nelle orecchie: “Capra! Sei una capra!”.

Secondariamente, se è così, la storia mica finisce rimuovendo crocifissi da scuole e uffici pubblici: per tacitare i complessi edipici irrisolti di questo mona e dei suoi simili, bisognerà prima o poi abbattere le Chiese, eliminare gli “offensivi” simboli sparsi in giro e proibire a preti e suore di girare “in divisa”. Come minimo.

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Notes

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